Non voglio più andare a scuola a 16 anni: quali soluzioni ci sono

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L’attuale normativa prevede che tutti i cittadini devono frequentare la scuola per almeno 10 anni fino al compimento di 16 anni, ovvero con l’ammissione al terzo anno di scuola superiore. Se lo studente ha fra i 16 e i 18 anni, la domanda di ritiro, redatta su un apposito modulo messo a disposizione dalla scuola, deve essere presentata dopo che è stata sottoscritta da entrambi i genitori.

Tuttavia, senza aver conseguito un Diploma di maturità, le possibilità di trovare un lavoro si riducono drasticamente e quindi spesso le famiglie cercano di stimolare i ragazzi a proseguire gli studi, nonostante le loro difficoltà.

Nonostante ciò il fenomeno dell’abbandono scolastico in Italia, noto anche come “dispersione scolastica”, pur essendo in diminuzione, riguarda ancora circa il 13 % dei giovani. Molti di loro preferiscono trovare un lavoro, almeno per rendersi indipendenti economicamente, mentre altri non studiano e non lavorano e questo contribuisce a renderli sempre più sfiduciati e abbattuti.

Cosa fare se manca la voglia di studiare

Se ci si accorge che il proprio figlio comincia a fare molte assenze, accumula insufficienze ed è sempre insofferente di fronte agli impegni scolastici, uno dei primi interventi da apprestare riguarda la motivazione che in qualunque ambito, quindi anche nello studio, è fondamentale. Spesso lo studente associa infatti la scuola a uno stimolo assolutamente negativo, qualcosa di minaccioso, che non lo gratifica e di cui non capisce l’utilità. La scuola viene così vissuta proprio come un obbligo e, non appena la legge lo consente, lo studente si sottrae a questo obbligo.

Molte volte inoltre è la sfiducia nelle proprie capacità a determinare un atteggiamento negativo, perché, soprattutto quando i risultati non arrivano, si è convinti che ogni sforzo è vano e si andrà incontro a un fallimento. Le assenze così si accumulano perché l’ansia impedisce allo studente di mettersi alla prova nel timore, che non di rado sfocia in veri e propri attacchi di panico, di un risultato negativo.
Ricordiamo che nelle scuole pubbliche o parificate gli studenti non possono superare un determinato numero di assenze per essere promossi.

Di fronte a queste problematiche può essere utile un percorso scolastico diverso da quello tradizionale che metta a disposizione della famiglia e degli alunni gli strumenti più adatti per recuperare fiducia e motivazione; docenti specializzati nel recupero scolastico, pur rispettando il loro ruolo, affiancano alla didattica un approccio personalizzato alle problematiche del singolo allievo, tenendo conto anche della componente psicologica. Un altro aspetto fondamentale è quello dell’ambiente scolastico che, durante la piena adolescenza, non di rado costituisce un freno per una frequenza serena della scuola; a parte episodi più gravi e per fortuna piuttosto sporadici accade spesso che gli alunni più fragili non riescano ad integrarsi con la loro classe e di conseguenza smettano di frequentare la scuola. In questi casi può essere utile l’inserimento in classi più piccole o un percorso di studio personalizzato.

In una scuola specializzata nel recupero scolastico anche le interrogazioni e le verifiche possono essere scaglionate e programmate in base alle esigenze e ai tempi degli alunni. Inoltre all’interno del recupero didattico si cerca di intervenire anche sul piano psicologico, collaborando con specialisti in grado di supportare lo studente e la famiglia, soprattutto quando sono presenti problematiche come alunni con bisogni educativi speciali o dislessici, disgrafici, discalculici. Anche le famiglie non vengono lasciate sole ma costantemente seguite e informate dell’andamento scolastico del figlio.

La scelta di una scuola di recupero è suggerita anche qualora le famiglie scelgano di avvalersi della cosiddetta istruzione parentale, ovvero di provvedere direttamente all’istruzione dei figli. In questi casi i genitori devono rilasciare al dirigente scolastico una dichiarazione, da rinnovare anno per anno, di essere in grado di provvedere all’istruzione parentale e, al termine di ogni anno scolastico, lo studente deve sostenere un esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidato esterno. L’esame comprende tutte le materie e deve essere superato per poter accedere alla classe successiva.
Questa soluzione è in genere quasi obbligata in caso di gravi problemi di salute che impediscano una frequenza regolare.

Come riprendere a studiare dopo molti anni

Se, dopo aver lasciato la scuola a 17 anni, anche se è trascorso molto tempo e si è intrapreso nel frattempo un percorso lavorativo, ci si rendesse conto che è utile riprendere gli studi e conseguire un Diploma di Maturità, l’inserimento in una scuola pubblica, che siano licei o istituti tecnici e professionali, può risultare difficoltoso, perché ci si trova in classi con ragazzi molto più giovani e l’orario fisso delle lezioni non si concilia la maggior parte delle volte con gli impegni personali e lavorativi.

Pertanto può essere utile rivolgersi a una scuola privata di recupero in cui, pur avendo un orario e un programma da seguire, la frequenza non è obbligatoria, si possono recuperare anche più anni e, in alcuni casi, predisporre un percorso personalizzato.

Gli anni di scuola eventualmente superati durante la precedente carriera scolastica non vengono persi, nelle materie in comune, anche qualora si cambiasse indirizzo; con l’aiuto degli insegnanti anche gli studenti più “maturi” che nel corso degli anni avevano perso confidenza con libri e interrogazioni, riprendono fiducia e motivazioni per arrivare alla meta del Diploma. Il metodo di queste scuole è infatti predisposto proprio per ottimizzare i tempi e intervenire efficacemente per colmare le lacune.

Riprendere gli studi da adulti, oltre a rivelarsi vantaggioso per eventuali cambi o avanzamenti lavorativi, può essere l’occasione per approfondire interessi e tirare fuori potenzialità che non si pensava di possedere. La fiducia e la motivazione che mancavano a 16 anni spesso sono più solide e spronano lo studente al completamento del suo ciclo di studi. Generalmente in 1 o 2 anni è possibile conseguire il Diploma di Maturità.

Non si deve pensare quindi che quello che manca quando ci si ritira da scuola a 16 anni non possa essere recuperato dopo alcuni anni, se affiancati nel modo giusto e con la consapevolezza e la maturità che spesso manca durante l’adolescenza.